ricettaLe origini della piadina romagnola

Tra le squisite specialità gastronomiche della Romagna, quella che rappresenta di più questa regione è senza dubbio la piadina, ormai conosciuta e consumata un po’ in tutta Italia e non solo. Sin dall’ origine questo alimento veniva usato a tavola in sostituzione al pane da molte famiglie contadine, addirittura coma pasto principale, grazie alla sensazione di sazietà data dal suo corposo impasto. In quei tempi era l’azdora, la reggitrice della casa, a preparare la piadina con un impasto fatto di farina, acqua, strutto e sale che veniva, dopo la sua amalgama, diviso in palline e stese successivamente con il matterello fino a dar loro la caratteristica forma circolare. Passaggio finale della preparazione era la veloce cottura sulla teglia di terracotta durante la quale l’ aria si inebriava del caratteristico profumo, facendo stringere la comunità ancor più vicino al focolare in attesa di poterla assaporare. È proprio grazie a queste tradizioni che ancora oggi la piadina romagnola è considerata come un alimento eccellente, per la sua bontà, semplicità, e velocità di preparazione. La “velocità di preparazione” era importante allora quanto fondamentale ai giorni nostri..


E la tradizione continua...

Tuttora, se vi capitasse di passare in Romagna per lavoro o ancora meglio per le vostre vacanze, vi accorgereste subito di quanto la piadina rappresenti il vero prodotto tipico regionale.
La si trova un po’ ovunque, nei caratteristici e colorati chioschi lungo le strade, ma anche e soprattutto nei bar e ristoranti sulla spiaggia della riviera romagnola. Insomma, in estate è certamente l’alimento più consumato dai migliaia di vacanzieri che affollano le nostre spiagge, ed è per questo che un giorno tornati nelle loro case, al proprio paese, assaporando una piadina, potranno ricordare con un pizzico di nostalgia quelle belle e soleggiate giornate al mare stesi sotto l’ombrellone e le fresche serate trascorse in riva al mare delle proprie vacanze in Romagna.

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